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mag 19, 2009 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Di nuovo benvenuto.

Sfuggo dal finestrino contro la corrente del mio brufolo andino.
Ne temo uscendo lo sguazzo del prato accanto, ma per fortuna cado senza un fiotto lungo e disteso presso un pozzo.
Incontro un pranzo consumato tutto attorno e mentre m’asciugo lo sbuccio già canto diverso.
Leggero e intonacato di fresco in lontananza osservo uno storno andare verso il castello.
Chiedo l’arrivo a Chihiro, mi sussurra mirtillo di bagnarmi per terme ed infine strizza l’acqua uscendone indenne.
Corro al giunto e prima di bussare tolgo il superfluo fugace.
S’apre il portone, scavalco il mio attore e son di nuovo nel mio gioco migliore.
apr 29, 2009 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Ricci a sgoccioli.

Busca sbuffa stonda e scuffia.
Piatto oltre l’aria come un’eccelsa falsa testimonianza.
Intrepido sacrilegio del credo del me ne frego,
robusto abbastanza per piegarsi nell’atto dell’eretico
riscoprendo un magone concreto.

Giunge s’abbascia e scioglie .
Volta la faccia per scrutare il già dato
mentre scorza il rumore del contro il palo
stoico allo sbeffeggio ed adunco nel respirare malox.

Gloria all’eccelso,
vago fraseggio,
senso senza esse sciolte nel portafoglio
desto per verso.

apr 6, 2009 - Senza cicatrici    Dicevi?

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5.8

Allora fra i pixel non ho più visto Onna,
solo rovere sotto la polvere.

Così mi sono cambiato i panni durante la conferenza
tra le facce credocosternate sono uscito di casa
chiudendo la porta
il più lentamente possibile
ed ho cominciato a camminare nella pineta.

Mi sono fermato sotto la grossa quercia, ho stretto forte i lacci delle scarpe
per non perdere i pensieri.
Un secondo e poi.
Mi sono messo a correre, per non avere tempo di dimenticarmi la bellezza.
Ho visto sbocciare i denti di leone,
le rughe di due vecchietti tenersi per mano
e un uomo anziano che mi salutava.
Mi sono avvicinato.
Lui ignorava il resto e suonava l’armonica seduto accanto al suo cane.
‘Non è mica facile sai, ho cominciato a cinquant’anni ed ora ne ho solo settanta’.

Ho ricominciato a correre
veloce
per asciugarmi al sole
il sudore
e ad ogni respiro
mi son detto
ricordati del profumo della terra
quando penserai al 6 aprile
e scrivilo da qualche parte:
pioveva piangere
ma s’intuiva già il sole.

mar 28, 2009 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Sgrana e ingrana.

Vestirmi uguale in anni otto mai passato.
Rivengo, divelgo e svengo.
Per esempio, amore.
L’avrò scritto in pixel sotto il conto dei miei polpastrelli.
Prova, scartabella e appallottola.
Se vinci ti porgo una Duvel.
Non lo puoi mica fare a tuo agio come l’aprir l’acqua al rubinetto.
Il semplice va dosato, la magia è un attimo alla fine dell’eterno.
Ci vuole scienza, un portamento esatto che guadagni in lustri.
L’inchiostro non paga, forse manco la bara.
La vita svolge il suo tema in fretta e non puoi nemmeno cambiar penna.
Firmare d’oca e ceralacca votiva.
Rifarsi il giro e sperare, pregare, sogliarsi e tentennare.
Sembra tutto fermo mentre l’orizzonte resta in silenzio ogni giorno diverso.

Vorrei poterti raccontare che basta una rima.
Ma bisogna arrivarci, prima.

mar 17, 2009 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Alzarsi e via, andare.

Torna l’onda della coscienza senza fame senza pane
parte dalla distanza per un’illusione a creanza
ognuno si rigira dalla parte del torto
raccogliendosi ogni giorno almeno un po’ più stronzo.

Vale quel che vale la ragione del non saper fare
perdendo granelli e lacci di percorsi andati
accarezzando spalle, sollevando guance
mantenendo sempre lo stesso intercalare audace.

Via, vai ovunque sgrassi che tanto il conto rode altri
lasci la mancia ma non saldi la paga
furbizia per mesti roditori d’umori imprenditori
strimpellata in bocca ad una gioventù insaccata.

Non lo capisci
perchè l’avresti già dovuto
ma non l’hai mai reso
perciò basta farmi altero e spreco
non parole grasse e vuote
perchè anche se mi spremo
la goccia non risucchia il cielo.

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