mar 7, 2012 - Polaroid    Dicevi?

Biribissi

Astro perplesso
appeso al conio
d’un centro distorto:
cupo pensiero,
fiero mosto nero
rivolo sincero.

Distogli gli artigli
dagli aghi per spilli:
nenia l’inerzia,
cogli scorze d’aria
e carezza con veglia
le cure di labbra.

feb 12, 2012 - Senza cicatrici    1 Commento

Sono otto anni già

Sono otto anni già:
infinito disteso tendente al cielo
campane in festa per l’amore ritrovato
coppia accanto d’anelli fusi nel tango
nuovamente pronti ad un eterno bacio.

Non mancherete perchè siete
nel primo vagito dell’ultimo sole
oltre la calce della via al Piave
nostro cemento e nostro fiore.

Andate liberi di rinascere,
litigare e cantare:
avrete primavera ch’aspetta
e nuove gambe per scivolare
sull’erba fresca.

Racconta note di pace
rivedervi ballare.

gen 11, 2012 - Cicatrici    Dicevi?

Viva il punto dipinto sul fondo

Le stelle abboccano sottocoperta
d’ogni risveglio una promessa
chi sei come mai cosa vuoi
t’accarezzo la nuova collina
custode di futura vita.

Mi riempio l’acqua di un bicchiere
brindisi di scanzonate a giro di sol
‘fanculo alle paturnie
al tempo perso dietro all’ e se?

Viva il punto dipinto sul fondo
la voglia d’andare oltremare
il gusto nell’imparare del fare
il tono di chiusa snello in una frase
il confondersi nel coro di voci
l’aria fresca della prima parola
l’urlo che sale nel non sopportare.

Viva il punto dipinto sul fondo
l’elogio del giullare demente
l’acchiappo dell’acqua tra le mani
qualcosa dentro al fuoco nel contorno
la danza sul teatro del cielo
la speranza e la voglia fra il respiro
il girotondo sul culo del mondo.

gen 3, 2012 - Calamai    Dicevi?

Vin brinello

Il vin brinello di questo primo inverno m’arriva lucido soppiandandomi al fosco del primo tramonto. Resto assorto e steso come bucato a candeggiarmi stordito dalla mistura atipica del mio volsi a scocca di corteccia d’acero sbiadiata.

Rewind.
S’avessi più lucidità brillerei
fossi più affilato mi ritirerei
s’avessi bagagli ampi li svuoterei
fossi un salvatore m’arrenderei
s’avessi benedizioni mi assolverei

ma te sarà mai possibile
rubo gli sguardi incompresi di me
sottilizzo i respiri perchè non ritornanti
sguazzo nei trucioli tosto che nell’oro dei calici
corro dietro al libeccio solo per inciamparmi

et
tutto questo abbellirsi
in tempi di crisi aristocratiche
mi sbellica il vuoto delle tasche
e mi rasenta gli unplugged del vorrei.
Fai te.

dic 24, 2011 - Polaroid    Dicevi?

E’ di nuovo il post del 25

Santi numi
ho perso tutti i paralumi
non posseggo più nessun palmo di contatto
e per questo m’accorgo
d’esser di ogni in ritardo.

Agli amici cari
stringo prati e primule
perchè la primavera porterà splendore
nuova gioia e profumo di rose.

Per tutti indistintamente
salgo sul cielo e soffio stelle
mentre al mio doppio amore
bacio il collo
stringo un sogno
e racconto ogni giorno
la favola del mago pancione.

La gatta di marmo
osserva misteri oltrebosco
poi s’acccovaccia il muso
nel mondo del suo cuscino.

Null’altro chiama la felicità.

Muti, fragili e infuocati
ma raggianti d’ali
navighiamo in braghe di tela
affrontando canti e uragani
spavaldi a petto in fuori
forti dei nostri cuori.

Sotto al corto della coperta
sorridiamo in attesa della festa
stringiamo forte i petali delle mani
cucendo il nostro domani
su nuovi infiniti ripiani.

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