apr 14, 2011 - Calamai    Dicevi?

25 Aprile

Oltre il vetro della veranda c’è quel mondo che si scalda. L’alluce tocca il bordo fresco ed io mi ritraggo e proteggo. Il blu è intenso senza nemmeno un soffio di vento. La mia nota incapacità di aggrapparsi alla sottrazione dei ricordi continua ad oscillarmi dentro. Ma so con certezza che anche allora era un giorno di festa: forse estate ma ancor meglio tarda primavera.

Corteggiava con eleganza una maglietta cosparsa di cielo. Tutto attorno l’aria nei palloncini solleticava il colore della brezza mattutina omaggiandola di vita.

Ad un tratto,
scostumato,
senza preavviso,
maleducato da appuntamento,
nulla sull’agenda
tremò la mia terra.

Non uomo raccoglie in tutta esistenza la parola adatta. Non evento al mondo corrisponde alla giusta sensazione. Il tutto si ferma, si ordina il caos, ricordi un avvenire.
Un solo sguardo smeraldo, un lieve accenno di infinito. Lei ed io.

Fuoco, sale, sangue e mare da scalare.
Ogn’alba una battaglia, un inno alla vita, una gioia cesellata.
Allo spuntare della stella polare s’incastran le note e ritorna la pace.

“…ecco un pò d’agitazione per chi non crede mai:
se credi che non nascondano niente, allora niente è divertente…”

T’amo
nel profumo cadente
che bacia la prima goccia
sul caldo d’asfalto.

mar 21, 2011 - Calamai    Dicevi?

Fiorin di noce

Perchè vorrei malarmi di ridere,
storpiarmi la mascella,
ghignare di contrabbasso
ed esserne esausto.
Volendo salirei fra i nubi
rivoltando i sopralluoghi balubi
e mi tufferei all’incontrario
verso il cielo alto.
Sotto la punta di una stella
rifletterei sull’esistenza
illuminandomi del pulviscolo cardinale,
mai banale.
Ritornare a sganasciare le angosce quotidiane.
Comprendere che tornare ad esser nessuno
sarebbe il fine ultimo del mio filo d’arianna perduto
nel buio del raso di spada.
All’alba condividere la calma:
rimanere solerte al vento
e giocare con i sibili che m’accarezzano le rughe
solcate di sole e vinte dalle viole.

 

feb 12, 2011 - Calamai    Dicevi?

Son sette anni già

Son sette anni già:
diluvio fiero d’un canto alto,
burbero al salice del tatto
radice del mio albero caposaldo.

Manchi a questa festa
rude ramo di ginestra:
rugiada per primula dorata,
caldo basco sul tulipano colto,
rosa d’acqua mai dimenticata.

Ma il tuo vino è pronto:
la famiglia allargata,
la tavola consacrata
e la gioia appena sgorgata.

feb 1, 2011 - Polaroid    Dicevi?

Il milione

Quando scesi dal cargo per pucciare i miei piedi nella sabbia di Alessandria un buon uomo mi portò a spasso col suo taxi tutto strambo in lungo e in largo verso il lungomare di un popolo orgoglioso e fiero. Andai al mercato: incrociai sorrisi, scambiai racconti con arance, ballai nel dolore e rimasi muto nel momento in cui condivisi la gioia. La sera appoggiai la schiena ad una palma giocando alla conta delle persone in un solo furgone e piansi all’ora del canto quando sgorgò dal minareto un racconto del mistero.

 

Per quel
che vale
respirai aria buona,
profumo di pane
e di pelle umana
che vale.
Non mi sentii
mai
solo.
gen 26, 2011 - Senza cicatrici    Dicevi?

Casoncelli e tulipani

Avanti con fierezza
senza soldi senza fretta
avanti con i fiori stretti
i tramonti alti
le braghe rotte.

Avanti con la fede
con le vite nuove
e le pancie vuote.

Avanti chissà dove
nascondendo fatica
scartavetrando scelte
del non arrivi a niente.

Avanti con orgoglio
fiutato e storto
di chi a un sogno
e un giro al molo

di chi ha un sogno
e un fuoco buono
di chi ha un sogno
e un amore solo.
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