dic 24, 2015 - Senza cicatrici    No Comments

25.40

Al cappello dell’Ubione
l’affanno si quieta e lascia il perdono
ad uno sguardo d’abbraccio:
la costa del Palio traccia un equilibrio
disperso fra nebbia, rauco ghiaccio e cielo curioso.

Ser Resegone svuota il calco in uno sbuffo soave
e l’anello cinge la Valle d’un soffice risveglio.
Manca solo la prima ombra broncia del sole
a solleticar le conche e spaventare i sonnambuli.

Qui, ora e sempre
tutto se ne va, torna dal buio e s’infrange
plaudente oltre l’essenza che chiama e il tuo essere
mentre scricchiolano le prime ore
le mie orme si muovono ritrovandosi.

Quante battaglie han spronato questi borghi
quante urla d’anime candide
e quante movenze a rincorrer le stelle.

Qui, ora e sempre
lo sfondo delle foglie raccoglie le cadenze
attento a cosa raccontano gli sbuffi dei fiati
e riesci a sentirti parte del perdersi
vagito ubriaco umile
e parziale dinamica dei quaranta gradi.

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