ott 27, 2003 - Senza cicatrici    No Comments

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Posso disturbare?

Altromondo di bagnoschiuma.Quanto vale?
Quanto vale il tuo sbatterti odierno per star dietro a quello che ora stai facendo?
Quanto conta il saper far bene un lavoro nel quale magari nemmeno poi ci credi?
O forse ora ne sei convinto, poi dopo saran giorni mesi lustri che ti lustri ti svegli una mattina e dici
ma cosa sto facendo
e tutto non ha più senso.
Ti accorgi d’esser uno che accumula per altri fingendo che fosse stato gratificante per te da anni.
E intanto non ti salvi.
O magari tutt’altro: fai un qualcosa che ti calza a pennello e te lo sei cucito addosso con tanto sforzo.
Sei a un punto della vita che ti permette di illuderti di saziarti.
E di colpo t’accorgi che da sempre ti sbagli.
Che l’impegno messo per arrivarci, sarò monotono, non ha più un senso.
Perchè hai buttato.
Lasciato poco agli affetti, al dono, all’amore, al bene.
E magari costretto a tagliarlo fuori dal consumo di energie che ti ha logorato il cervello.
Perchè consumistico, devi ed hai dovuto oliarti.
Prodotto interno lordo.
Buttalo nel cesso.
Tra cent’anni sarai biologicamente terriccio già spolpato e ricomposto dal grande ciclo.
Rimarrà di te la busta paga?
Il modello unico?
Il sette e trenta?
Per carità, tutti s’ha da campà.
E il lavoro nobilita l’uomo.
Ammirate i grandi statisti.
Osti. Quindi.
Il pane è un bene che ci fa campare.
Ma per averlo lo dobbiamo incartare, sfornare con l’impastatrice, portare a casa con l’auto e magari riscaldarlo col microonde.
Questione di fragranza, perdita di sapore.
Coinvolti in un gioco più grande.
Si potrebbero abbassare i consumi.
O bella, è arrivato il genio. Novità, novità.
Ci potremmo consumare meno.
Sarebbe meglio per tutti.
Io lo dico, fatene quel che volete.
Ma è da pazzi girarci intorno,
comprendere d’essere solo prodotti che producono
e arrivare alla fine senza essersi almeno posti il dubbio.
Potevo?
Posso?

Se hai due ciacole senza spese poggiale sotto nel bianco.