nov 6, 2014 - Senza cicatrici    Dicevi?

Per quel che costa

Appuntando le scie delle nuvole
mi determino inutile fisso
penso al ritorno e al desiderio
aggrovigliando i colori
sbucciando i profumi
mi perdo, un fesso.

Formiche d’arazzo
sparpagliate disturbate
dov’è che andate?

Sul banchetto dei fiori
passato il vento
resta un narciso circospetto
che spettegola un pianto
baciando se stesso.

T’ho perso gli occhi
sotto al bicchiere
del mio antro lunare
ora che posso sentire
di notte l’ombra
ed il rumore che porta
mi affanno alla sedia
e pago la vita
per quel che costa.

ott 8, 2014 - Senza cicatrici    Dicevi?

Cerca che ti passa

Stai qui i tuoi anni
che non son niente:
sei massa,
sei briciola,
sei corpo
che cade latente.

Che ti affanni?
Che misteri
in quel neurone
che ti ritrovi.

Sei peso portante
in gravità assoluta,
sei senza spiegazione,
sei essere
perchè ti ritieni di esserlo
ma non è detto.

E se lo credi
non hai idea del fonema,
la tua stessa essenza
non è comprensibile.

Non sai,
l’universo non ha tempo:
più dell’immenso
bruci l’incenso.

Chi te lo fa fare di crederti,
chi ti disegna centro di un passaggio?
Probabilmente tu sei anche me
ed io son mio avo,
arsenico e concetto.

Alla fine
accettiamo le regole fisiche
per non impazzire,
perchè sappiamo
che prima di quell’oltre
la valvola ci blocca con la sicura,
perchè il grande perchè
non ti risponde
ma ti mantiene diverso,
attento e valutante,
assente e sollevato
rispetto al costo del denaro
o al litigio del tuo vicino
perchè hai capito
di non aver ancora capito.

Cerca,
che ti passa.

set 15, 2014 - Cicatrici    Dicevi?

Mio resile caro

Funziona tutto quel che sali in finzione
spesso e volentieri sempre all’occasione
ottima analisi del tarlo acquiesciente
senza peraltro un pane di abbraccio latente.

Busa del masso che ti scaglia l’addosso
fuoriposto, magnabagascia, fungo di cosmo:
fosti un scappa scappa di tua ambascia
e resti spora di soffione che s’accascia.

Alice li vedi i cani che sbranano arresi
quel che credevi i tuoi dolci compagni fieri
ora non son altro che nere pregunte
che insegnano alle stelle come tagliarsi le punte.

ago 5, 2014 - Polaroid    Dicevi?

Cadrebbero i cieli

Paralleli:
mai toccarsi
cadrebbero i cieli.

quavieni

Sotto al fiume dei ponti
si giravoltano gli arcani:
duri muri e buoni sconti,
v’è rumenta per cani
nel divieto del baciarsi.

Pasteggiando gocce di sole
ti chiedo come mi vedi
con lessico d’albumi e cazzuole:
tu stendi abiti di lino leggeri
profumi d’un lieve pallore
e giochi fior di tarocchi scarsi.

lug 24, 2014 - Mangianastri, Senza cicatrici    Dicevi?

Al piöf

Occhi da sole
dove arrivate?
La tua soddisfazione
passa per tv, magazine e selfie sfuocati.
Bella giacca d’un viola violento,
ottimi i polsini ed i risvolti metodici.

Com’è il tuo star li dentro?
Perchè mi tenta il nervo,
mi suda il plesso
mi scortica l’angusto.
Possibile?
Che t’abbai, che tanto
sempre là rimane il satellite.

Qualche anno fa
m’avrei avvolto d’altro corso
ma ora
infeltrito
no dai
gessato
a che serve
speechless
veramente
m’orso ballerino
basta la quiete.

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