ago 21, 2017 - Polaroid    Dicevi?

Pari morire dispari

Che non è un reietto o un fulmine spettro
non ho mai mercanteggiato
la magia inquieta di chi pavoneggia
nè la sontuosità di chi profetizza
ma ritrovarmi ancora no
che non posso guardare oltre il lago
sognando Central Park
con le poesie non si festeggia
ma qui danno l’aria gratis
perciò finchè non manca
crederò al meglio di me.

Questo è il momento adatto ad un coro in ferie.

Senza denti ringhierò baffuto
qualcuno esperto di altro mi mancherà
e mi resteranno solo gli abbracci
vestiti dei loro cappotti
caldi di amici distanti
viti che han perso il filetto
e girano
e girano.

Questo è il momento adatto ad un sussurro in bossanova.

Guarda
per me puoi anche disgustarti
o grattare i tuoi biglietti
e lamentarti mentre sbecchi unghie
ma guarda che è solo un raffreddore
pari morire dispari
e non si fa
al limite
ci si racconta in due
e si brinda
passa tutto
senza che te ne accorgi.

Ale ora ti spiego

Ale ora ti spiego l’assortimento,
stai attento.

Domani, forse ieri,
dovrò raccontarti che faccio
e a te ti par poco.

Sai che ti dico:
son poeta e sognatore
che le rime costano niente
ti spezzeranno le ossa e l’amore
bucheranno le tasche e anche l’ardore
ma ti baceranno piano e sempre
un giorno alla volta ogni giorno migliore
e
allevatore di sogni
che quelli costano ancora meno
ma ti allargano il cielo
e quando piove
sai cosa raccontare
e quando c’è il sole
son sfumatore del creatore.

Perciò Ale scrivi e sogna
che ogni volta
forse
dico forse
ogni volta che lo farai
potresti pensare a me
alla mamma
al buon essere vivo
e sarà un bel divenire
e potrai donare
altro non ti servirà
fidati
anzi no
ricordati il cantare
quello lo potrai fare
anche quando le cose andranno male
figurati quando sarai leggero,
fiero.

Così infine
son qui barbuto a raccontarmi
come sarà
il tuo vivere,
il tuo volare
e il tuo cantare.

Lo so:
sarà speciale.

giu 27, 2017 - Mangianastri, Polaroid    Dicevi?

Oltre è sempre un buon verbo

Un abbaio da chissà quale castello
mentre ora dimmi quale risposta dai
a questo grigio tutto assurdo
sul baricentro tra cielo e fiducia
vagando al largo di un tardo letargo.

Foss’Ottobre pagherei la retorica
al caleidoscopio delle foglie
svanendo al fronte di un improvvisa radura
inerme per cospetto al gioco delle ombre
e latente all’assenza del dubbio.

Tuttavia adesso hai un permesso
e un dirsi dal biglietto che stringi
perciò accomoda gli alibi, falsa gli accordi,
muta i cartelli e soffia la nebbia
che oltre è sempre un buon verbo.

Calibri corpo undici

Nemmeno un laccio o uno stratagemma
l’attorno non credeva al lampo nè al profumo del fieno
solo un qualcosa che sapeva di aver perso
ma non come tornare dove pensava fosse il posto
solo avanzare e non poter domandare
straniero nel suo essere andante
mai nell’agio di un buon pasto
o nel corpo sotto un tetto.

Nessuna lama, bagaglio scarso al suono
un piede dopo l’altro e attento alle lupinelle
pacato durante uno schiaffo
curioso alle carezze
e discreto nell’andarsene
senza un perchè nelle tasche
ma con buoni girotondi
e oltreoceani nelle pozze degli abbracci.

apr 20, 2017 - Polaroid    Dicevi?

Previsione

Quel che brucio dentro altre braccia
quando stringono il tuo passato
è un passo a quattro che scende il cielo,
che non coglie la giusta luce in distanza
e non rende omaggio al dirsi amico.

Credimi a volte non basta un sax
od un raccontarsela per scollinare
ed è poco prima dell’alba
che sento l’arrivo di ciglia screpolate
e il profumo del saperti vicino e disperso.

Stancarsi d’abusi è un ritornello scadente
quindi prometto di sempre perderti al ritrovo,
così al vantarmi del tuo conoscermi il nome
in ogni tempo giocherò al mio buffo modo.

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