apr 10, 2015 - Cicatrici, Mangianastri    Dicevi?

E risalgo al canto del ballo.

Lamenti che ti sembri
nel vedermi al paragone
nell’assemblarti con i mancamenti
il diamante si fiuta
s’osserva solo per chi
brilla, ha gioia, non si paga.

Non si è altro, non sono quello
nemmeno il più scaltro od il più bello
ma ho abbastanza polvere per avere un passato
ed un ventaglio che mi sussurra il futuro.

Sarà mio, sarà latrato e a volte stanco
ma senza risarcimento e consapevole del resto
perchè del mio valore io non ho mai accusato un paragone
ed ogni mio secondo è valso discreto al creato
del quale ogni giorno Santo io sono grato.

Quando poi alla conta dell’Alba
avrai voglia del mio sarcasmo, del mio ciancicare
del mio poveraccio sapore di labbra
dimentica tra i bicchieri e la pubblicità
di chi promette, s’espone al trucco e scompare
chissà quale sarà il cuscino della mia fragilità.

Osserva, sorridi, aspetta
quel lancio di domino che mi bussa alle spalle
nell’attesa provo lo swing al meglio
come mi riesce docile, in silenzio
tanto tutto s’è già messo in moto
salgo al faro, son di me stesso vedetta
cucio il mio giaciglio d’ombre e latte
e risalgo al canto del ballo.

mar 30, 2015 - Polaroid    Dicevi?

Timba

S’assorda il fregore dell’onda
l’andirivieni dura un secolo d’istante
perchè al volo non si respira
mentre la giostra si rincorre
il palloncino vola ridendo
oltre la retta non ci appartiene
e Saturno si soffia via la polvere.

Ballando, programmo e canto
il mio prossimo mestiere del niente
perchè al fondo siam solo particelle
od olio che graticola impercettibile
in cerca di bruchi con grandi orecchie
e nel mio nascosto di simpatie congenite
del mio resto son bucate le scarpe al parto.

feb 12, 2015 - Cicatrici    Dicevi?

Sono undici anni già.

Il senso del conto
ormai ha perso il triplo del prezzo:
voltarsi sempre
non dipana e non consente.

Oltre il sentirsi
restan petali di primavere
ed il profumo dei segni:

occhilui      occhilei

fieri i gesti in muto capirsi,
barolo in trucioli da bere
e ruggine sui chiodi dei legni.

 Nella tua spogliata stalla
già risuona un sorriso salvatore:
basterà addobbarla di pace calma
e ne risentirai tutto il calore.

feb 4, 2015 - Senza cicatrici    Dicevi?

Yana

Quando sarete quel che vorrete
distanti da stelle e punti dagli astri
rivorrete il destino e i vostro sbagli
senza contar più lacrime di miele
vi ritrarrete difronte agli specchi

lievi vascelli sospinti da sguardi
un solo sorriso sguainato tagliente
con voce bucata dal taglio dei resti
e una fiducia alquanto insolente
arsa sovente da labbra distanti.

gen 17, 2015 - Mangianastri, Polaroid    Dicevi?

E’ cresciuto, è tornato, se n’è andato.

Nu poco più per piacere
io già lo so
stanno raccontando le cose
tu nun me po’ capi’.

Ciabatte appoggiate lente
affamate di ringhiere scrostate
sale che adora il mare
arrabattandosi l’ingegno
mentre fuori tramonta.

Ciotoli annaffiati, scogli spogliati,
la neve buona per una cartolina,
le vocianti e i cani sciolti,
nuove nuvole sollazzano l’hotel.

Sferraglia intra i vicoli
sfugge la pietra arsa
ascolta il racconto dell’acqua
che non fa per nulla rumore
ride senza un tempo di ritorno
e riflette quel tuo bagliore.

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