set 15, 2014 - Cicatrici    Dicevi?

Mio resile caro

Funziona tutto quel che sali in finzione
spesso e volentieri sempre all’occasione
ottima analisi del tarlo acquiesciente
senza peraltro un pane di abbraccio latente.

Busa del masso che ti scaglia l’addosso
fuoriposto, magnabagascia, fungo di cosmo:
fosti un scappa scappa di tua ambascia
e resti spora di soffione che s’accascia.

Alice li vedi i cani che sbranano arresi
quel che credevi i tuoi dolci compagni fieri
ora non son altro che nere pregunte
che insegnano alle stelle come tagliarsi le punte.

ago 5, 2014 - Polaroid    Dicevi?

Cadrebbero i cieli

Paralleli:
mai toccarsi
cadrebbero i cieli.

quavieni

Sotto al fiume dei ponti
si giravoltano gli arcani:
duri muri e buoni sconti,
v’è rumenta per cani
nel divieto del baciarsi.

Pasteggiando gocce di sole
ti chiedo come mi vedi
con lessico d’albumi e cazzuole:
tu stendi abiti di lino leggeri
profumi d’un lieve pallore
e giochi fior di tarocchi scarsi.

lug 24, 2014 - Mangianastri, Senza cicatrici    Dicevi?

Al piöf

Occhi da sole
dove arrivate?
La tua soddisfazione
passa per tv, magazine e selfie sfuocati.
Bella giacca d’un viola violento,
ottimi i polsini ed i risvolti metodici.

Com’è il tuo star li dentro?
Perchè mi tenta il nervo,
mi suda il plesso
mi scortica l’angusto.
Possibile?
Che t’abbai, che tanto
sempre là rimane il satellite.

Qualche anno fa
m’avrei avvolto d’altro corso
ma ora
infeltrito
no dai
gessato
a che serve
speechless
veramente
m’orso ballerino
basta la quiete.

giu 16, 2014 - Senza cicatrici    Dicevi?

Bosso

Maregiralaruota
mi richiami
ma che sai
fai che poi
ogn’unto di terra
debbo bastare
senza onda
senza scuffia
sotto la calda cialda
del cielo che non traballa
la stessa stretta
che bramo poi breccia
non mi tentare
se rischio del monte l’oltre
è pur questo il mio fazzoletto
dove asciugarmi lieve
ferite di placide delizie
dove poter bagnarmi protetto
dove specchiarsi d’intagli
nel tuo crescere svelto:
io qui resto senza fermo.

mag 20, 2014 - Senza cicatrici    Dicevi?

Arlechin Batocio

Son stuf de scrif
tanto al mi gala a gnente:
sensa palanche sensa speranse
faticoso de fastidio al buco de tasche
mia oia ansi speto che spento al passi.

Invece
mi piego al ruscello
che se n’esce domatore
intrattenibile essenza
incorreggibile esistenza.

Mesce di cura
pasce i miei insonni
tela i miei sogni
cheta gli specchi.

Onesti bellimbusti
ruvidi ai conteggi
avidi infiltri
tra chiostri e disegni:
pece nelle vene
le mie rime crepe.

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