mag 19, 2016 - Polaroid    Dicevi?

Congiuntivo imperfetto

Color ch’avvolgi
tramonto e sogni
bivio al destino
burla e cammino

almeno un istante
ti ho stretto
per un secondo
rivisto e scelto
lasciato distante
e mai detto: resto.

apr 14, 2016 - Cicatrici    Dicevi?

Sestante

Aperitanti,
esperti vocianti del credersi,
mignolanti sprizzanti vacui
almeno tendete al ronzio
di chi v’offre sputi in rima
davanti al vostro incensarvi
oliandovi ovaie ed eghi
che siete null’altre particelle
di quelle che di voi si scordano
perciò orquando prenderete atto
di contar capocchie d’ago
misure tra l’essere e qualche astro
ripagherete l’offerta essenziale
al fuoco tardo del vostro volo alato.

mar 16, 2016 - Calamai    Dicevi?

Assi sperlunghe

Assi sperlunghe
che m’avvolgete le branchie
compagne mielose di approdi
su pianeti bagnati di polvere
e soffiati lontani dai mali
vi lascio imbronciate d’ombre
nel rifugio regalmente temuto
senza più un plauso pensiero
od un muto voler insistere
siate degne del nuovo mozzo
e del profumo caduto al cielo.

feb 9, 2016 - Cicatrici    Dicevi?

Son dodici anni già

Ed altri quattro che
v’abbriscolate insieme
su zuccheri filati
cantando osterie
spicciolando le arance
tendendo la voce
vi ascolto divenire.

Accarezzo iceberg
il capitano in pectore
non percepisce l’abisso
testarda la rotta
e non raccoglie la falla.

Chiedo al faro
che rinsavisca la tempesta
accarezzi al bastone l’onde
e quietando la nebbia
mostri la terra
che non si trattiene
ma ci sorregge
senza chieder niente.

gen 16, 2016 - Senza cicatrici    Dicevi?

Fino al primo altro quando

Togliti tutte le forze,
scordati del nome del fiore,
tutto ha una breve domanda
per altre curve risposte
in quest’onda lieve che teme
le nostre orme oltre luce
ed i nostri sogni di fede
fra le stelle e l’argilla
in capanne arse di cemento
devote a spicchi di spigoli
rancorosi al passaggio fra note
pratici per evitare i battiti
sciolti in altre lacrime
nei ferri ai piedi del futuro.
 

intarsi

 

Andarsene senza il pegno
d’un libretto di istruzioni
per comprendere incroci e ragioni
dipanare le costellazioni
mentre il resto degli altri
ti stecca con occhi grandi
oltre chi attende un pieno di balli
mentre danzo sul ciglio delle piume
solletico le bende cadute agli angeli
tra il pane quotidiano ed i calli
stringo mani e condivido fiati
accordo il piano con riverberi celesti
rendendo felici le chiome degli alberi
e strappando un sorriso nomade ai burberi
mi sento più qui
dentro la favola
di un’esistenza infinita
che riempie l’anima
fino all’ultima goccia negli occhi
c’è posto per tutti
c’è posto per tutto
fino al primo altro quando.

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