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giu 21, 2016 - Cicatrici    Dicevi?

Orribili ultimi

Orribili ultimi
che fan capo chino
al capezzale del sole
storditi e illusi
emaciati da Elvis
ricompensati dai sogni
squassati e ridanciani
irritanti amici dei margini
scansatevi
all’affitto del mio ciancicare
firmo il mio canone
e torno a ballare.

apr 14, 2016 - Cicatrici    Dicevi?

Sestante

Aperitanti,
esperti vocianti del credersi,
mignolanti sprizzanti vacui
almeno tendete al ronzio
di chi v’offre sputi in rima
davanti al vostro incensarvi
oliandovi ovaie ed eghi
che siete null’altre particelle
di quelle che di voi si scordano
perciò orquando prenderete atto
di contar capocchie d’ago
misure tra l’essere e qualche astro
ripagherete l’offerta essenziale
al fuoco tardo del vostro volo alato.

feb 9, 2016 - Cicatrici    Dicevi?

Son dodici anni già

Ed altri quattro che
v’abbriscolate insieme
su zuccheri filati
cantando osterie
spicciolando le arance
tendendo la voce
vi ascolto divenire.

Accarezzo iceberg
il capitano in pectore
non percepisce l’abisso
testarda la rotta
e non raccoglie la falla.

Chiedo al faro
che rinsavisca la tempesta
accarezzi al bastone l’onde
e quietando la nebbia
mostri la terra
che non si trattiene
ma ci sorregge
senza chieder niente.

apr 10, 2015 - Cicatrici, Mangianastri    Dicevi?

E risalgo al canto del ballo.

Lamenti che ti sembri
nel vedermi al paragone
nell’assemblarti con i mancamenti
il diamante si fiuta
s’osserva solo per chi
brilla, ha gioia, non si paga.

Non si è altro, non sono quello
nemmeno il più scaltro od il più bello
ma ho abbastanza polvere per avere un passato
ed un ventaglio che mi sussurra il futuro.

Sarà mio, sarà latrato e a volte stanco
ma senza risarcimento e consapevole del resto
perchè del mio valore io non ho mai accusato un paragone
ed ogni mio secondo è valso discreto al creato
del quale ogni giorno Santo io sono grato.

Quando poi alla conta dell’Alba
avrai voglia del mio sarcasmo, del mio ciancicare
del mio poveraccio sapore di labbra
dimentica tra i bicchieri e la pubblicità
di chi promette, s’espone al trucco e scompare
chissà quale sarà il cuscino della mia fragilità.

Osserva, sorridi, aspetta
quel lancio di domino che mi bussa alle spalle
nell’attesa provo lo swing al meglio
come mi riesce docile, in silenzio
tanto tutto s’è già messo in moto
salgo al faro, son di me stesso vedetta
cucio il mio giaciglio d’ombre e latte
e risalgo al canto del ballo.

feb 12, 2015 - Cicatrici    Dicevi?

Sono undici anni già.

Il senso del conto
ormai ha perso il triplo del prezzo:
voltarsi sempre
non dipana e non consente.

Oltre il sentirsi
restan petali di primavere
ed il profumo dei segni:

occhilui      occhilei

fieri i gesti in muto capirsi,
barolo in trucioli da bere
e ruggine sui chiodi dei legni.

 Nella tua spogliata stalla
già risuona un sorriso salvatore:
basterà addobbarla di pace calma
e ne risentirai tutto il calore.

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