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apr 20, 2017 - Polaroid    Dicevi?

Previsione

Quel che brucio dentro altre braccia
quando stringono il tuo passato
è un passo a quattro che scende il cielo,
che non coglie la giusta luce in distanza
e non rende omaggio al dirsi amico.

Credimi a volte non basta un sax
od un raccontarsela per scollinare
ed è poco prima dell’alba
che sento l’arrivo di ciglia screpolate
e il profumo del saperti vicino e disperso.

Stancarsi d’abusi è un ritornello scadente
quindi prometto di sempre perderti al ritrovo,
così al vantarmi del tuo conoscermi il nome
in ogni tempo giocherò al mio buffo modo.

feb 12, 2017 - Cicatrici, Polaroid    Dicevi?

Due sole piume lungo il fiume

Viaggia affamato,
adora le gocce,
fiuta il tremore:
vuol solo piangere.

Ha proiettili sotto la pelle,
terrori capovolti negli occhi,
mani attaccate alle zampe
e un pianeta dove risplende.

Non si lascia abbracciare:
ha un costato di frecce spezzate,
orecchie ricoperte di maldicenze,
olezzi al naso che non si posson curare.

Stamattina alzando il sole
ha deposto i battiti,
firmato la sua dimissione
e sbattuto le briciole dal cielo.

Salito sul treno senza un autografo
alla vista del mare è saltato:
stava per dirmi un segreto
ma un asterisco lo ha coperto di neve.

Lo han cercato invano fino al primo lume
tra sterpaglie e cocci di desideri:
senza trovarne nè il senso nè il tempo
scorrevano due sole piume lungo il fiume.

La fine del castagno

Un secondo d’uomo:
bastante al percorso
cencioso all’incompreso,
difetto al sapor del poco spavento.

Zucchero d’amor perduto
imitazione di un popcorn scaduto
lampo intuito lontano
re degli astanti silenti
angolo della sfera
migliore dei migliori increduli
giovincello in attesa del fuoco
assaggio di una sveglia già suonata
nessuno vuol vederti luccicare.

Un’altro anno va a dormire
la Fender attende ancora il suo sol
Cinecittà sta smantellando i suoi perchè
e la tua ragione si sta svalutando
il cielo mi chiede se son vivo
fa il bischero con le mie vene
che gli dovevo un abbaglio di pazzia.

set 13, 2016 - Cicatrici, Polaroid    Dicevi?

Empty

Pressato fra molecole
asso da canasta
senza più ossa per mollare il colpo
con un guaito soffocato
ed un buon rendimento alla distanza
ma con bulbi recisi agli occhi
e congiunzioni a fuor di bolla.

Cos’è mai questo frusciarsi fuoribanda?
Un’avvertenza ignorata, una sosta dimenticata,
un appuntamento forzato ed una resa disattesa.

Empty,
scassinato e oltremisura
oltre il guado senza condimenti premettendo
ora m’accorgo solo delle stonature
delle macchie e del freddo che sostiene il muro
alfine insisto
solito contrappunto polifonico muto.

lug 25, 2016 - Polaroid, Senza cicatrici    Dicevi?

Senza fine e senza ombra

Spunteggiami sti batuffoli di quieto stare,
mordaci eloquenze di magnanimi e poderosi tonfi istrionici,
che si racconta senza pane se non puoi arrivare,
lasciar stare?
Pagare dogane e caldi ricambi
per un inverno al germoglio?
No, grazie.
Ma quello aveva il naso adunco,
uncinato alla rima
ma mai bugiardo, solo scambiato per poco dazio.
Sognava,
d’amore amava come s’ama senza amore
e viveva per altri
perchè d’altri si è.
Fidarsi,
è un pegno che ha rincorsa
senza fine e senza ombra.

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