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nov 5, 2008 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Suonano alla porta.
Il telecomando del mio fiato resta al livello di un piatto e sottile affanno. Pluvio con la bocca aperta m’atteggio a discopolo privo d’un peso ma fermantato nell’attimo del lancio. S’aspetta un cambio di paesaggio mentre orrende creature vengono schiacciate sotto le scarpe e raccolte da troppi avi. L’accoglienza strugge in voce dietrostante al megafono ed affascina di una distanza sfalsata. Femmina è il canto, le curve attraggono, l’occhiolino strizza un prossimo participio passato.
Le nuvole passano veloci accarezzando il basso ventre. Soffio per allontanarle perchè la promessa è già ciò che m’attende.
ott 20, 2008 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Un deserto che conosco.

Vuoto alla mancanza d’uscite in sillabe,
calamita spugnosa di carenze ferrose:

mi s’è riquotato il mio inutile rame tossico
mentre non c’è rispetto nemmeno per i mostri.
Pino mi deve 4 euro e novanta, al fare il conto della serva si aggiungerebbe un cappuccino. Ma lo lascio stare eh tanto tutto torna e prima o poi lo becco ancora con quell’aria da poverello mentre sceglie il suo listone di parquet preferito. Io non so come faccia certa gente. Guarda. Brutta bestia l’invidia, dai lascia perdere. Lascia perdere cosa, ma ti pare, ti sembra, ma io non lo so. Cosa vuoi che sia.
Ieri Tommaso mi ha detto Il Gatto ha tagliato le ruote del suv di Oscar solo perchè lui dice doveva arrivargli il messaggio.

- Lui lo sa? No, lui ha già capito. -

Mentre zoccava il punteruolo ruotandolo al seguito delle tre di notte canticchiava sereno tu sei cattivo con me perché mi lasci da sola e ti guardi quei film un po’ shhhhh la camera d’aria scendeva e lui se la godeva beato d’un trono malato, incurante del rinculo e del Carlino al quarto piano che lo aveva già radiografato per un possibile domani senza più niente di quel niente insonne che odierno si porta addosso.
ott 7, 2008 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Pensierino sul comodino.
Variazione di registro.

Mai più tentare di allargare il sorriso a chi non lo vuol fare. Mai più credere di offrirlo come medicina a chi preferisce la trasparenza della negazione. Inutile spiegare alla ruota che l’oggetto rimane lo stesso ma cambia la prospettiva. Gli eventi, il destino, il fato, le decisioni, accadono per tutti distribuendosi in egual modo. La fortuna e la sfortuna non esistono. Esistono solo pessimismo e ottimismo: il primo non porta a nulla, il secondo a migliorarti. Migliorandoti comprendi di avere più soluzioni allo stesso problema. Il problema in realtà non è un problema, ma un evento da valutare. L’ironia si conquista con la diversa prospettiva. Si può variare la storia solo modificando la propria storia, agendo senza paura e preferendo i rimorsi ai rimpianti. Dall’idea nasce l’azione. Da una buona idea nascerà una buona azione: la perpetuazione delle buone idee forma il buon carattere.
Un buon carattere porta ad una buona visione del mondo.

Buoni non si nasce: si diventa.
set 29, 2008 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Frena.
E possiamo starcene qui finchè vuoi a ciarlare del traffico che aumenta ogni giorno e che da ogni giorno s’allunga, del Natale che arriva subito dopo Ferragosto ed è ormai solo un centro commerciale, della campagna che v’era una volta e chissà dove mai se n’è andata, dei politici che si illustrano ma che non si sporcano per paura di perder l’unto, del vendersi l’anima per comprarsi un corpo e viceversa, della moda che cambia ogni stagione fino a mandarci fuori taglia, dell’ impertinenza di chi si crede mai quella senza filtro nella testa, dell’uovo nato al cospetto del culo del gallo senza il rispetto di chiedergli almeno il permesso
e sul finire della litania avremo sgranato il nostro rosario pronti per l’alzata del capo accorgendoci dopo l’istante che siam appena passati col giallo.
set 29, 2008 - Senza cicatrici    Dicevi?

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Frena.
E possiamo starcene qui finchè vuoi a ciarlare del traffico che aumenta ogni giorno e che da ogni giorno s’allunga, del Natale che arriva subito dopo Ferragosto ed è ormai solo un centro commerciale, della campagna che v’era una volta e chissà dove mai se n’è andata, dei politici che si illustrano ma che non si sporcano per paura di perder l’unto, del vendersi l’anima per comprarsi un corpo e viceversa, della moda che cambia ogni stagione fino a mandarci fuori taglia, dell’ impertinenza di chi si crede mai quella senza filtro nella testa, dell’uovo nato al cospetto del culo del gallo senza il rispetto di chiedergli almeno il permesso
e sul finire della litania avremo sgranato il nostro rosario pronti per l’alzata del capo accorgendoci dopo l’istante che siam appena passati col giallo.
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