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mag 27, 2011 - Calamai    Dicevi?

Nyc

Downtown uptown
luci ammangiarti
pelle sgargiante
Yankee eleganti
subway per dispersi
scalini per mostrarsi
persi fra i giganti
antenne geocentriche
prefazione del sussidiario di Storia
skyline per stelle abbronzanti
yellowcabs astratti
Central Park d’orsi biciclettati
polaroid pagliacci per fregarti
Bubba gamberi azionisti
Nasdaq paffuti oscillanti.

Vieni qui:
la vedi la riva?
Piano piano ci si arriva.
Adesso t’asciugo
prima i capelli
poi le gocce sul collo
ed infine ti sfrego il naso
giusto sopra il tuo sorriso cercato.

Woody assorto risolto
Spongy rotella celeste
modelle imperfette torere
fiaccole accese di marmo
battelli assonnati
Cena da Tiffany
topi colorati sulle spalle
martellanti dal Letterman Show
Canal Street solfeggia le spezie
fuso il fumo dal tombino parlante
torta d’Hoboken gigante
pista sul ghiaccio piccina
mele di cristallo accanto al giocattolo
torcicollo per piani alti
tiranti giganti per ponti fratelli.

Lei non dorme mai
ma sogna sempre.

apr 14, 2011 - Calamai    Dicevi?

25 Aprile

Oltre il vetro della veranda c’è quel mondo che si scalda. L’alluce tocca il bordo fresco ed io mi ritraggo e proteggo. Il blu è intenso senza nemmeno un soffio di vento. La mia nota incapacità di aggrapparsi alla sottrazione dei ricordi continua ad oscillarmi dentro. Ma so con certezza che anche allora era un giorno di festa: forse estate ma ancor meglio tarda primavera.

Corteggiava con eleganza una maglietta cosparsa di cielo. Tutto attorno l’aria nei palloncini solleticava il colore della brezza mattutina omaggiandola di vita.

Ad un tratto,
scostumato,
senza preavviso,
maleducato da appuntamento,
nulla sull’agenda
tremò la mia terra.

Non uomo raccoglie in tutta esistenza la parola adatta. Non evento al mondo corrisponde alla giusta sensazione. Il tutto si ferma, si ordina il caos, ricordi un avvenire.
Un solo sguardo smeraldo, un lieve accenno di infinito. Lei ed io.

Fuoco, sale, sangue e mare da scalare.
Ogn’alba una battaglia, un inno alla vita, una gioia cesellata.
Allo spuntare della stella polare s’incastran le note e ritorna la pace.

“…ecco un pò d’agitazione per chi non crede mai:
se credi che non nascondano niente, allora niente è divertente…”

T’amo
nel profumo cadente
che bacia la prima goccia
sul caldo d’asfalto.

mar 21, 2011 - Calamai    Dicevi?

Fiorin di noce

Perchè vorrei malarmi di ridere,
storpiarmi la mascella,
ghignare di contrabbasso
ed esserne esausto.
Volendo salirei fra i nubi
rivoltando i sopralluoghi balubi
e mi tufferei all’incontrario
verso il cielo alto.
Sotto la punta di una stella
rifletterei sull’esistenza
illuminandomi del pulviscolo cardinale,
mai banale.
Ritornare a sganasciare le angosce quotidiane.
Comprendere che tornare ad esser nessuno
sarebbe il fine ultimo del mio filo d’arianna perduto
nel buio del raso di spada.
All’alba condividere la calma:
rimanere solerte al vento
e giocare con i sibili che m’accarezzano le rughe
solcate di sole e vinte dalle viole.

 

feb 12, 2011 - Calamai    Dicevi?

Son sette anni già

Son sette anni già:
diluvio fiero d’un canto alto,
burbero al salice del tatto
radice del mio albero caposaldo.

Manchi a questa festa
rude ramo di ginestra:
rugiada per primula dorata,
caldo basco sul tulipano colto,
rosa d’acqua mai dimenticata.

Ma il tuo vino è pronto:
la famiglia allargata,
la tavola consacrata
e la gioia appena sgorgata.

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