mar 20, 2019 - Calamai, Polaroid    Dicevi?

Il giorno prima

Cani sciolti per fardello
attenti al primo che si distoglie
affamati di strade non viste
o di cibo senza importanza:
alla prima luna di borgo guaiscono
mentre si raccontano le ferite
con l’acqua negli occhi.

Il primo caldo invade
non si presenta e si siede
ammalia e millanta
eccita di malinconia
e rifugge d’aceto.

Stasera all’Odeon
vecchi in pellicola
parlate arcaiche
gesti tronfi
e baci crudeli.

feb 14, 2019 - Polaroid    Dicevi?

Sinceri

Scorrendo l’ombra
eccolo
forse era
quel lasciarsi andare
buia fiducia
tensione
fior di luna sciolta
erba futura rugiada
sterpaglia
calore disperso
pelle accesa
corsa al fiume
stesse gocce
guance lievi
sinceri.

gen 16, 2019 - Senza cicatrici    Dicevi?

Sebbene

Alle persone
che squarciano:
t’aprono d’urla
e nel nulla scompaiono.

Arse presunte,
falci per vene
miele che tace
male per fede.

dic 12, 2018 - Mangianastri, Polaroid    Dicevi?

Ah, il post del 25 già

Uscendo sto attento al friccichio
e dietro l’angolo attendo
pare vento
e togliendomi la coppola
indugio
s’alza un sorriso
vivo diffuso
allungo le giornate
sapendo del tuo gioco
e del domani che mordi
mentre quel che riavvolgo
tu lo dipani
tutto cresce
sotto il sole
tutto va
che in un momento
il nulla si fa
scanzonando il tempo
la voce cambia
n’esce colore
quale pace
senza nome.

nov 15, 2018 - Cicatrici    Dicevi?

Quasi mi dice se fosse

Il mio angelo senza ali
di sussurro nascosto
mi bussa nei sogni cheto:
quand’era sguardo in me
aveva un futuro probabile
ma il mio presente
non ne ricamò un regalo.

Così scelse altra sorte
lasciandomi il torto
di non che esser me
e volando nel giusto
mi rimase al riflesso.

E furon lune e piogge scure
sabbie e pelli al bacio
un contagio e un battelo
fino all’isola felice
altro mondo, diverso indirizzo.
altro speciale universo.

Ma lui torna:
la notte
si tinge accanto al letto
e cucisce, accarezza,
che quasi sento la voce
quasi mi dice se fosse
ma lui è altrove
ed io nemmeno un signore.

Dice che anche lui
ora fa bei sogni
e chiama di me in quelli
per quanto lontano
basta un mio canto
si morde il labbro
mi sfiora la schiena
in cerca dei segni
che sulle spalle
si fan piume.

Ha dato vita,
è rinato
sta bene
e sarebbe stato
ma ora è giusto
che stia lontano
e per sempre vicino
perchè questo mare
è troppo mare
per chiamarlo sale.

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